IPOCONDRIA: CAUSE, SINTOMI E CURA
- sarabaraccani91
- 30 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Ipocondria è il termine di uso comune che descrive una persona che vive un’intensa preoccupazione di avere una malattia fisica; nonostante la ricerca di numerose rassicurazioni attraverso visite mediche, consulti e altro, il soggetto non riesce a distogliersi dall’idea di poter soffrire di una patologia organica.
Il DSM-5 TR (APA, 2023) ha sostituito la diagnosi di ipocondria con due quadri sindromici distinti: il disturbo d’ansia per la salute ed il disturbo da sintomi somatici. Entrambi sono caratterizzati da una paura eccessiva per la propria salute ma, nel disturbo da sintomi somatici la persona presenta numerose manifestazioni fisiche dolorose che ne condizionano il funzionamento fino a diventare, nei casi più gravi, invalidanti.
QUALI SONO LE CAUSE DEL DISTURBO DA SINTOMI SOMATICI? (APA, 2023; Leveni et al., 2017; Fallon et al., 2000)
Nei parenti di soggetti con diagnosi di ansia per la salute vi è una maggiore probabilità, rispetto alla popolazione generale, di riscontrare casi di disturbo d’ansia generalizzato o da sintomi somatici; si ipotizza quindi che un ambiente familiare caratterizzato da ansia o ansia per la salute possa favorire lo stesso tipo di manifestazioni nei figli. Allo stato attuale della ricerca non è chiaro quanto sia l’impatto della genetica sul disturbo e quanto invece il suo esordio sia legato ad un comportamento appreso all’interno del nucleo di riferimento.
Frequentemente l’esordio del disturbo d’ansia da malattia è associato ad esperienze familiari di gravi malattie o morte ovvero, spesso i disturbi d’ansia per la salute e correlati si sviluppano a seguito di esperienze traumatiche legate alla malattia o alla morte di persone vicine.
COME RICONOSCERE L’IPOCONDRIA: QUALI SONO I SINTOMI DEL DISTURBO D’ANSIA DA MALATTIA? (APA, 2023)
- Nel disturbo d’ansia da malattia la persona vive una forte preoccupazione di avere o contrarre una malattia grave.
- Non sono presenti sintomi fisici o, se presenti, sono solo di lieve intensità. Se è presente un’altra condizione medica o vi è un alto rischio di svilupparne una (ad esempio, in presenza di una forte familiarità), la preoccupazione è chiaramente eccessiva o sproporzionata.
- L’individuo controlla ripetutamente il proprio corpo alla ricerca di segni di malattia o evita del tutto visite mediche, controlli periodici, in maniera disfunzionale.
COME SI CURA L’ANSIA DA MALATTIA? (Leveni et al., 2017; Alberti, 2013; Andrews et al., 2003)
Le linee guida NICE del 2019 (National Institute for Health and Clinical Excellence) suggeriscono un modello di trattamento a quattro stadi di intensità.
Un primo intervento consiste nella rilevazione del disturbo e l’avvio di interventi psicoeducativi seguiti da un monitoraggio. Nei casi di ansia lievi questo programma è risultato essere sufficiente per la risoluzione dei sintomi.
Per soggetti che presentano sintomi sotto-soglia o lievi/moderati, il secondo livello di intervento prevede l’aggiunta di trattamenti manualizzati o computerizzati, di counseling, gruppi di auto-mutuo aiuto e la promozione di stili di vita salutari.
Al terzo stadio accedono persone con sintomatologia che ne limita il funzionamento o soggetti che non hanno beneficiato degli altri programmi. In questi casi ci si avvale di trattamenti psicologici intensivi e strutturati.
All’ultimo livello si prevede una presa in carico da parte dei servizi per la salute mentale con interventi integrati tra diversi professionisti, che prevedono l’ospedalizzazione, l’inserimento in strutture residenziali ed interventi di sostegno sociale.
Gli obiettivi primari del trattamento consistono in:
- Riduzione della frequenza e dell’intensità delle preoccupazioni
- Riduzione dei comportamenti di evitamento e rassicurazione
- Riduzione delle disabilità e miglioramento dello stato di benessere del paziente
I protocolli che maggiormente sembrano raggiungere questi obiettivi si basano su interventi cognitivo-comportamentali e comprendono:
- Psicoeducazione sul disturbo e sui principi dell’attenzione selettiva
- Esposizione
- Terapia cognitiva e metacognitiva
- Acceptance and Commitment Therapy
- Training di rilassamento
RIFERIMENTI
● American Psychiatric Association. Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed. text revision) . Arlington, VA: American Psychiatric Publishing, 2023.
● Andrews, G., Creamer, M., Crino, R., Hunt, C., Lampe, L., & Page, A. (2003). Trattamento dei disturbi d'ansia: guide per il clinico e manuali per chi soffre del disturbo. Centro scientifico editore.
● Fallon, B., A., Qureshi, A., I., Laje, G., Klein, B. (2000), Hypocondriasis and its relationship to obsessive compulsive disorder. Psychiatric Clinics of North America, 23, pp. 605-616.
● Leveni, D., Lussetti, M., Piacentini, D. (2017). Ipocondria, ansia per le malattie e disturbo da sintomi somatici. Erickson.




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