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SINTOMI, DIAGNOSI E CURA DEL DISTURBO POST TRAUMATICO DA STRESS

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    sarabaraccani91
  • 23 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min
Escher - Occhio (1946)

Il disturbo da stress post traumatico, comunemente abbreviato con l’acronimo PTSD (Post Traumatic Stress Disorder) è una condizione che ha origine in alcuni soggetti vittime dirette o indirette di un evento critico. Il fenomeno venne rilevato in misura massiccia nei soldati di ritorno dalla guerra del Vietnam ed inserito finalmente all’interno del manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders, da qui in avanti DSM) alla sua terza edizione intorno alla fine degli anni ’80 con notevole ritardo rispetto alle prime rilevazioni del fenomeno clinico.

Per approfondimenti: Van der Kolk, B. (2020). Lezioni dai veterani del Vietnam. In Van der Kolk, Il corpo accusa il colpo: mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche (pp 13-35). Raffaello Cortina Editore.

Ad oggi sappiamo che tra i fattori scatenanti il disturbo possono esserci anche l’aver subìto o sentito raccontare di eventi violenti quali la morte di una persona, aggressioni, violenze fisiche, psicologiche, catastrofi ecc.


SINTOMI


Nel disturbo da stress post traumatico possono presentarsi uno o più sintomi intrusivi, ovvero manifestazioni che irrompono nella vita del soggetto in modo involontario limitandolo nella sua quotidianità. La persona può riportare:

  1. Ricordi e/o incubi angoscianti  che riguardano l'evento traumatico.

  2. Flashback nei quali l'individuo sente o agisce come se l'evento traumatico si stesse ripresentando nel momento presente. Questo tipo di occorrenze vengono chiamate sintomi dissociativi poiché la persona può arrivare a distaccarsi così tanto dall’ambiente nel quale è inserito da perderne consapevolezza.

  3. Sofferenza psicologica e fisiologica intensa o prolungata all'esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simboleggiano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico (trigger).


Solitamente gli stimoli associati all’evento traumatico vengono attivamente evitati al punto da tentare di non ricordare ciò che si è vissuto, non tornare negli stessi luoghi o svolgere le attività che si stavano compiendo in quel momento. L’evitamento può portare anche all’amnesia parziale o totale dell’accaduto.


La persona che ha subìto violenza solitamente sviluppa a seguito dell’evento traumatico sintomi che mimano quelli di uno stato depressivo:

  1. Convinzioni o aspettative negative persistenti ed esagerate su se stessi, sugli altri o sul mondo (es. "Io sono cattivo", "Non ci si può fidare di nessuno", "Il mondo è completamente pericoloso") e cognizioni distorte sulla causa o sulle conseguenze dell'evento che portano l'individuo a incolpare principalmente se stesso dell’accaduto con conseguente stato emotivo negativo persistente e sentimenti di paura, orrore, rabbia, colpa o vergogna.

  2. Marcata riduzione dell'interesse o della partecipazione ad attività significative.

  3. Sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri.

  4. Persistente incapacità di provare emozioni positive (es. incapacità di provare felicità, soddisfazione o sentimenti d'amore).

  5. Difficoltà di concentrazione.

  6. Difficoltà relative al sonno (es. difficoltà nell'addormentarsi o nel mantenere il sonno, o sonno agitato).


Terzi o il soggetto stesso, potrebbero riportare un aumento dell’attivazione fisiologica (iper-arousal) che comprende:

  1. Comportamento irritabile ed esplosioni di rabbia (con minima o nessuna provocazione) tipicamente espressi sotto forma di aggressione verbale o fisica verso persone o oggetti.

  2. Comportamento spericolato o autodistruttivo.

  3. Ipervigilanza e conseguenti risposte esagerate di allarme. (APA, 2022)


DIAGNOSI


Un mancato riconoscimento del disturbo da parte del clinico può portare la persona ad intraprendere lunghi percorsi terapeutici inadeguati; per quanto la vergogna sia un sentimento molto presente in soggetti che hanno subìto abusi o violenze è importante che se ne parli apertamente con il proprio terapeuta di modo che questi possa effettuare una diagnosi corretta.

La valutazione diagnostica passa attraverso il colloquio clinico e la somministrazione di alcuni questionari ed interviste volti a rilevare la presenza di un eventuale disturbo da stress post traumatico e differenziarlo da altre psicopatologie. Tra gli strumenti più utilizzati vi è la CAPS 5 (Clinician-Administered PTSD Scale for DSM-5), un’intervista condotta dal clinico che consente di effettuare diagnosi di disturbo post traumatico da stress e rilevare la presenza di sintomi nelle settimane antecedenti la somministrazione.


TRATTAMENTO (NICE, 2018)


Le linee guida per il trattamento del disturbo indicano come percorso di elezione per il disturbo da stress post traumatico la terapia cognitiva e comportamentale focalizzata sul trauma. Essa deve:

- Fornire al paziente informazioni riguardo le comuni reazioni al trauma, strategie per la gestione dell'attivazione (arousal) e dei flashback

- Elaborare e processare i ricordi traumatici, le emozioni legate al trauma

- Ristrutturare i significati formulati dalla persona in relazione all’evento traumatico

- Aiutare la persona a recuperare il suo senso di autoefficacia


Indicativamente il percorso ha una durata compresa tra le 8 e le 12 sedute ma in base alla complessità del caso questa stima può subire variazioni.


Per traumi non correlati ad eventi bellici in adulti con PTSD sviluppatisi nei 3 mesi successivi l’evento si può impiegare la tecnica denominata Eye Movement Desensitization and Reprocessing (EMDR).


BIBLIOGRAFIA


  • American Psychiatric Association. (2022). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (5th ed., text rev.).

  • National Institute for Health and Care Excellence. (2018) Post-traumatic stress disorder NICE Guidelines NG116. https://www.nice.org.uk/guidance/ng116

  • Van der Kolk, B. (2020). Lezioni dai veterani del Vietnam. In Van der Kolk, Il corpo accusa il colpo: mente, corpo e cervello nell'elaborazione delle memorie traumatiche (pp 13-35). Raffaello Cortina Editore.

  • Weathers, F. W., Bovin, M. J., Lee, D. J., Sloan, D. M., Schnurr, P. P., Kaloupek, D. G., Keane, T. M., & Marx, B. P. (2017). Clinician-Administered PTSD Scale for DSM-5 (CAPS-5) [Database record]. APA PsycTests. https://doi.org/10.1037/t71324-000

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